Torremaggiore e il suo vicus d’epoca romana

L’attuale agro di Torremaggiore era attraversato in epoca romana da numerose strade, “il cui tracciato è stato rilevato da un paziente e metodico lavoro di ricerca sul terreno e un continuo confronto tra i reperti archeologici e le tracce che compaiono sulle aerofotografie”. Ad affermare questo concetto è il ricercatore Vittorio Russi nel suo lavoro: Le strade Romane e le origini dell’attuale Torremaggiore1.

La prima e più importante arteria romana che collegava l’area frentana alla Puglia era la via Apulo-Frentana che collegava due importanti municipi romani: Teanum Apulum e Luceria. Tale strada, secondo la studiosa Giovanna Alvisi2, prima di arrivare a Lucera si biforcava in due rami, l’uno che rasentava Fiorentino, l’altro che passava proprio per Torremaggiore.

Cartina della viabilità romana della Daunia, tratta dal volume di G. Alvisi, integrata dalla carta dei tratturi.

La deviazione di questa strada che “curvava questo Est per salire sulla collina di Torremaggiore e poi ridiscendere a Sud, passando per le masserie Posta Li Gatti e Castellana, dove sono venuti alla luce altri resti romani”3, indica chiaramente secondo il noto studioso di topografia storica l’esistenza di un abitato sulla nostra collina, precisamente di un vicus nei pressi di via Fiani, nonché di una grande villa rustica tardoantica nella zona di Torre Vecchia, sui cui resti sorse nel Medioevo la celebre abbazia di S. Pietro di Terra Maggiore4.

Il Russi riferisce che il gen. Giulio Smith dell’Istituto geografico militare gli faceva notare durante le sue ricerche che l’antico quartiere attraversato dall’attuale via Fiani ha proprio l’aspetto di un vicus romano, sorto lungo la diramazione o un incrocio della strada romana Teanum-Luceria. Ecco spiegati i motivi per cui questa strada saliva appositamente sulla collina di Torremaggiore. Ciò che all’inizio poteva sembrare solo una remota congettura, in relazione ad un trascorso d’epoca romana di Torremaggiore, è diventata alla luce delle ricerche di topografia e di aerofotometria, una tesi abbastanza sostenibile.

La probabile esistenza di un vicus d’età romana, con un cardo massimo e un decumano, nel sito dell’attuale centro storico di Torremaggiore, tra una torre posizionata ad Ovest e una grande villa rustica ad Est, spiegherebbe il modello ben squadrato dell’odierna pianta urbanistica della città, tanto da far meravigliare nell’Ottocento lo stesso topografo Matteo Fraccacreta che esclamò: “La pianta di Torremaggiore è la più ben architettata”5.

Riguardo alla torre posizionata ad Ovest, essa probabilmente è da identificarsi con la località ad pyR, riportata nella Tabula Peutingeriana, ad una distanza di otto miglia romane da Geronium, corrispondente esattamente alla distanza che intercorre tra Dragonara e Torremaggiore, pari a 13 chilometri.

Tabula Peutingeriana riferita alla Capitanata.

Considerato che i Romani usavano indicare l’ubicazione di torri di controllo col termine “ad pyR”, come si riscontra sulla Tabula nei pressi di Ausculum Apulum, si può dedurre, grazie all’indagine del Patella, suffragata dal Fiore, che con questo diminutivo i Romani intendevano non la parola “pero” da pyrum, bensì “torre”, dal latino pyrgus, derivata dal greco pyrgon6.

Alla luce di alcune considerazioni ed osservazioni sulla politica di espansione e del controllo del territorio da parte dei Romani, anche a motivo della loro repressione delle ostilità sannitiche, è possibile arguire che i nuovi conquistatori avessero costruito una serie di torri lungo la zona di confine tra la Puglia e il Sannio, che coincideva proprio con l’antica via Apulo-Frentana. A  Torremaggiore è molto probabile che fosse stata innalzata, dunque, una torre romana, indicata sulla Tabula col termine “ad pyR”, con funzione di controllo e difesa del territorio circostante. Questa struttura, molto verosimilmente, fu edificata sul medesimo sito dove successivamente venne impiantato il castrum medievale per via di una serie di scelte strategiche: l’altezza del colle, che sovrasta l’habitat circostante, la presenza di acqua sorgiva, il passaggio della via Apulo-Frentana, che in quel punto intersecava un’antica via di transumanza, la Ponterotto-Casale Novum7.

Resta inconfutabile il dato certo che l’intero agro di Torremaggiore è disseminato di tracce riferibili all’epoca romana, pertinenti sia a piccole case coloniche e fattorie, inserite nel reticolo delle centuriazioni graccane, sia a ville di dimensioni medio-grandi dotate di impianti produttivi e di parti residenziali. Tali insediamenti rurali sono stati individuati nelle località di Masseria La Cisterna8, la cui area è disseminata da frammenti ceramici e resti riferiti ad una fattoria d’epoca romana posta lungo la via che collegava Teanum Apulum ad Arpi, Masseria Li Gatti, Arciprete, Casino Celozzi, mentre più a Sud, a un km circa dalla Masseria Castellana, i lavori per la sistemazione della strada Torremaggiore-Lucera hanno portato alla luce i resti di una fattoria di epoca tardo-imperiale9.

Articolo tratto dal volume: Ciro Panzone, Historia di Torremaggiore e il suo territorio dal neolitico ai giorni nostri. L’Età antica e il Medioevo dai Longobardi ai Normanni. Tomo I. Modugno, Arti Grafiche Favia, 2017, pp. 68-73.


  1. Russi Vittorio 1972, in: Il Progresso Dauno. Foggia, 8 luglio 1972, p. 3. ↩︎
  2. Alvisi G., La viabilità romana della Daunia. Bari 1970. ↩︎
  3. Russi V., Le strade romane e le origini dell’attuale Torremaggiore, cit. ↩︎
  4. Russi V., Tra storia e archeologia, note su Torremaggiore e Fiorentino: Torremaggiore, 3 marzo 2016. ↩︎
  5. Fraccacreta M., Teatro topografico storico-poetico della Capitanata. IV, Rapsodia VIII, parafr. 17. Napoli, Coda, pag. 272. ↩︎
  6. Cfr. Patella E., Apulia.it. Ricuciture storiche e storiografiche. Torremaggiore, ET Grafiche, 2010, p. 183. ↩︎
  7. Cfr. Panzone C., L’Eredità del Castello ducale di Torremaggiore. Foggia, Leone, 1993, p. 17. ↩︎
  8. Cfr. Russi A., Teanum Apulum. Le iscrizioni e la storia del Municipio. Roma 1976, p. 224.
    ↩︎
  9. Cfr. Alvisi G., La viabilità romana della Daunia, cit., p. 81. ↩︎